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E' stato definito il restauro del secolo, data la complessità dell'intervento e il tempo impiegato per il suo completamento. A distanza di 28 anni dall'incendio, che l'ha gravemente danneggiata, la Cappella della SS.Sindone è stata riaperta al pubblico, che può ora apprezzare il capolavoro guariniano.

Per Primat è stata una sfida iniziata nel 2007, quando fu chiamata a condurre una sperimentazione per l'individuazioni della tecnica e dei materiali più idonei alla ricostruzione dei conci, sfregiati dal violento incendio.

 La scelta è andata verso la formulazione di una malta specifica per il cantiere, che colata in stampi preformati, potesse colmare i volumi mancanti restituendo la complessa geometria dell'architettura.

La formulazione non è stata priva di difficoltà: era infatti necessario individuare una malta con la giusta fluidità per consentire la scorrevolezza all'interno dei casseri, tempi di presa adeguati alle lavorazioni, compensare la fase di ritiro per evitare tensioni e fessurazioni, ottima adesione ai supporti, adeguata resistenza meccanica dopo indurimento.

La  geometria della Cupola è inoltre molto complessa e i volumi da ricostruire molto diversi tra loro per profondità ed estensione. Differenti erano anche le colorazioni dei marmi, motivo per il quale sono state formulate più miscele sulle tonalità del marmo di Frabosa.

L'esito positivo dell'intervento è stato quindi possibile solo grazie alla collaborazione tra un team di eccellenza, che sotto la direzione del Ministero per i beni e le attività culturali, ha sviluppato un metodo di reintegrazione basato sul rilievo di dettaglio delle lacune (laser scanner), modellazione virtuale, realizzazione di casseri in polistirolo ad alta densità dentro i quali iniettare la malta formulata Primat.

Un intervento di eccellenza che ha consentito di restituire una delle principali architetture del barocco italiano.

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